Mi trovavo per qualche giorno in vacanza nelle Marche, ospite di amici. Avevo deciso di trascorrere con la mia famiglia un breve periodo di riposo. La mattina seguente all’arrivo, i nostri amici avevano preparato una meravigliosa tavola, imbandita di ogni bene.
Mi feci catturare dal contenitore in vetro del latte dell’azienda marchigiana, era invitante e dava l’idea di latte appena munto: questo è quanto mi suggerisce il latte in vetro. Mentre gustavo alcune fette biscottate, mi soffermai a leggere l’etichetta riportata sulla bottiglia. Deformazione professionale. Fui immediatamente catturato, negativamente dalle indicazioni riportate sul fronte, erano troppe e mal poste sotto l’aspetto grafico. Tra le tante informazioni riportate in modo disordinato, si faceva riferimento a un concorso al quale partecipando, si potevano vincere, buoni carburante.
Non entro nel merito del concorso, ma soltanto sulle modalità di partecipazione. Gli acquirenti per poter partecipare avrebbero dovuto inviare un sms indicando data di acquisto, ora, numero di scontrino ed infine il totale dello scontrino.
Circa dieci anni fa, partecipai quale Presidente Nazionale di una importante Associazione di categoria professionale alla commissione che avrebbe dovuto semplificare le procedure per la richiesta di operazioni e concorsi a premi. Tale commissione, presso l’Agenzia delle Entrate, aveva il compito di apportare grazie al contributo di tutti i partecipanti, professionisti della comunicazione e non solo vantaggi alle aziende che chiedevano al Ministero di organizzare un concorso a premi, ma soprattutto ai consumatori una maggiore trasparenza sulle modalità di partecipazione e una maggiore informazione sul regolamento. Ma la cosa sulla quale tutti eravamo congiuntamente convinti, che si dovesse dare maggiore semplificazione ai partecipanti ai concorsi, Aziende e consumatori anche attraverso l’invio di tutta la documentazione che ancora oggi si effettua online sul sito del ministero competente, quindi la possibilità a tutti i cittadini /consumatori di non doversi trovare davanti ad ostacoli di qualsivoglia natura.
Aver visto sulla etichetta del latte tutte queste indicazioni riportate, oltre ad avermi portato indietro con il tempo, ho immediatamente pensato che il lavoro di tanti giorni e di tante persone fosse in qualche modo andato per una buona parte disatteso rispetto alle prerogative con cui si era partiti. Infatti le indicazioni riportate sull’etichetta potrebbero diventare un deterrente alla partecipazione e quindi un inutile investimento per le aziende, cercando attraverso il concorso, di fidelizzare i propri clienti. Oltre al fatto che per disposizione non puoi chiedere ai partecipanti di contribuire ad una indagine statistica senza sapere per quali fini venga svolta e di ogni sms ne rimane traccia.
Viva la semplificazione!











