
Un grande presidente degli Stati Uniti d’America concluse uno dei suoi più famosi discorsi con una frase che rimase nella storia:
”non chiedetevi cosa la vostra nazione possa fare per voi, ma chiedetevi cosa voi possiate fare per la vostra nazione”.
Era John Fitzgerald Kennedy al suo discorso d’insediamento come 35° presidente degli Stati Uniti.
Questo motto rappresenta il concetto di cittadinanza attiva introducendo questo tema anni prima che la comunità europea lo facesse diventare uno dei punti cardinali della policy comunitaria. È proprio da questa filosofia di pensiero che nasce il progetto Food in Action, un’iniziativa del Rotaract Club Roma EUR che decide di non chiedersi cosa il mondo possa riservare per i soci Rotaract ma cosa questi ultimi possano fare per contribuire alla crescita e al miglioramento del pianeta.
Il progetto che si sviluppa grazie ad una partnership con il World Food Programme consiste nel fornire pasti e infrastrutture scolastiche per un totale di circa 1900 bambini suddivisi in tre complessi scolastici, nella zona nord del Gambia, terzultimo paese nella classifica dei paesi africani.
Food in Action fin dall’inizio è nato grande, ricevendo prima il plauso di Roma Capitale che ha deciso di patrocinare l’iniziativa, e poi durante la serata di Gala per la presentazione del progetto a tutto il distretto Rotaract e Rotary. Il Governatore Rotary del distretto 2080, Daniela Tranquilli Franceschetti, ha deciso di devolvere dei fondi dal progetto Mont Blanc per sostener Food in Action.
L’evento si è tenuto presso la splendida location di Palazzo Ferrajoli a piazza colonna con l’intervento del Marchese in persona e altre personalità della nobiltà romana. Come relatori del World Food Programme sono intervenuti l’Ambasciatore Romualdo Bettini e il vice-presidente WFP Italia.
Durante la serata è stato presentato anche lo spot istituzionale del progetto che ha ricevuto i complimenti di tutti i presenti e buoni commenti anche dalla rete; titolo dello spot: IL SOGNO.
La Francesco Miscioscia Comunicare StrategicaMente e i suoi partner(Scirocco Cinematografica e Litograf) sono stati lieti di offrire il loro contributo per Food in Action offrendo la strategia di comunicazione e la campagna di promozione del progetto stesso.
Ci siamo chiesti come potevamo offrire il nostro contributo alla nostra organizzazione e abbiamo pensato di mettere la nostra professionalità al servizio del Rotaract e del Rotary.
Serv above self
Siate affamati. Siate folli.
È tutto il pianeta che rende omaggio s Steve Jobs, una vita passata sempre sull'orlo del futuro con tante cose ancora da inventare e mille altre da sognare. Nel 1976 incontra un altro sognatore, un altro Steve, Wozniak. Con lui fonda la Apple Computer, creano il primo computer, l'Apple I. Dopo 10 anni il marchio raggiunge un fatturato di 2 miliardi di dollari dando lavoro a 4000 dipendenti.
Il primo Macintosh, quello della mela multicolore vede la luce nell'84, ma l'anno successivo Jobs lascia la Apple (è costretto a lasciarla) per divergenze interne. Non sta fermo, i suoi sogni lo portano a fondare la Pixar, qui comincia a produrre film direttamente fatti al pc come Toy Story, capolavoro di animazione 3D conosciuto in tutto il mondo.
Nel 2000 torna a Cupertino e riprende le redini della Apple arrivata all'orlo del fallimento e da qui inizia un cammino destinato a cambiare per sempre.
Nascono gli iMac, l'iPod e iTunes, strumenti che hanno rivoluzionato il modo di ascoltare la musica; nel 2007 arriva l'iPhone una rivoluzione nella rivoluzione e per finire l'iPad, la tavoletta che ha cambiato il nostro modo di gestire le informazioni.
Steve Jobs è stato un grande esempio di come nessun traguardo sia irraggiungibile se si lavora con passione e con un fine, ma i plus di Jobs erano la trasgressione, il sogno, la genialità.
"Perché andare in marina se si può essere un pirata?"
Questa frase di Jobs la dice lunga sul suo pensiero, come anche il fatto di non aver mai smesso di parlare ai giovani esortandoli ad uscire dal branco, attraverso la conoscenza e una grande dose di follia "Stay hungry, stay foolish". Il suo discorso a Stanford è uno dei più forti rivolti, nel nostro tempo, alle giovani generazioni, uno sprone a non smettere mai di sognare, a cercare di far diventare realtà questi sogni, a non smettere mai di parlare di futuro.
Quando saliva sul palco per i suoi keynote riusciva a catturare l'attenzione della platea per ore grazie ad una tecnica comunicativa curata nei minimi particolari, ma il carisma della persona, la sua storia, il suo essere attore facevano delle presentazioni di Jobs eventi indimenticabili sia dal punto di vista dei semplici amanti della mela, che per gli studiosi di comunicazione e giornalisti di settore.
Partecipare ad un keynote di Steve Jobs è stato spesso la realizzazione di un sogno per tante persone.
Steve Job, il ragazzo prodigio che a modo suo ha cambiato il mondo in cui viviamo, il modo di lavorare, di divertirsi, di comunicare.
Il suo stile di management ha generato cambiamenti capaci di rivoluzionare interi settori economici, è impensabile un'altro modo di ascoltare la musica, telefonare e avere allo stesso tempo la possibilità di collegarsi ad internet mentre si in giro per strada o fai jogging in un parco.
Come anche è da studiare la capacità di quest'uomo nel comunicare i suoi prodotti, e anche la capacità di riuscire a portare nelle casse della società tanta liquidità che neanche il governo americano possiede.
Oggi Apple in borsa oggi vale circa 380 miliardi di dollari e Tim Cook erede naturale di Steve Jobs si trova a gestire soltanto sogni da far diventare realtà per i fan della mela…
… ma nel cuore ci sarà sempre lui, il guru visionario, il bambino pieno di sogni, in jeans, maglia nera St. Croix e scarpe da tennis, che raccomanda ai giovani di non sprecare tempo vivendo la vita di qualcun altro, perché il tempo prima o poi finisce.
Dopo alcuni anni di assenza dall’ADV abow the line la scuola d’Inglese International House Accademia Britannica ritorna in Affissione.
Sono ormai due anni che collaboriamo insieme e possiamo dire che si è instaurato da subito un ottimo rapporto. Il management è molto fresco e giovane pieno di voglia di fare. Fin dall’inizio il focus è andato verso il restyling dell’immagine dell’International House Accademia Britannica, focalizzando i nostri sforzi prima sull’immagine on-line che è basilare per il segmento di mercato delle scuole di lingue e poi abbiamo spinto sull’acceleratore e abbiamo realizzato con la volontà forte del cliente una Campagna di Branding in Metro che sta già dando risultati lusinghieri.
Devo dire che il Direttore Marketing di International House Accademia Britannica, la dott.ssa Silvia Tosoni, ha contribuito e ha creduto molto nella necessità di INVESTIRE in comunicazione per potenziare un vero e proprio Brand locale che come direbbe Kevin Roberts è un lovemark. Infatti dai feedback e dalle analisi sugli studenti risulta un forte attaccamento alla scuola e abbiamo trovato una buona base di mkt relazionale basata sugli studenti stessi della scuola. Tim Williams un anno fa mi ha insegnato che i media migliori che possiamo comprare sono i nostri clienti e la merce che vendiamo, se il nostro prodotto/servizio è di buona qualità abbiamo risolto il 50% dei nostri problemi il resto lo fa una buona strategia e una buona comunicazione creativa e innovativa.
Proprio su questo abbiamo puntato noi della Francesco Miscioscia, su una strategia aggressiva al rilancio dell’immagine della scuola utilizzando i maggiori punti di forza dell’International House romana:
- Ambiente accogliente
- Professionalità comprovata del corpo docente
- Competitività
- Risultati garantiti
Quest’ultimo punto è stato il nostro cavallo di battaglia: 50 anni di risultati.
Da questo concetto, nel nostro laboratorio delle idee, si è evoluto tutto lo studio per ideare la strategia vincente per la campagna di comunicazione.
Il ragionamento è partito da un assioma ormai dato, cioè che la lingua inglese dovrebbe essere ormai requisito minimo acquisito durante il percorso di studi, ma purtroppo non sembra essere confutato dalle statistiche e dai dati italiani sull’argomento.
Ma la lingua non è solo un medium attraverso il quale si può lavorare ma soprattutto è un realizzatore di sogni. “Languages change the world”, ti permette di viaggiare di conoscere nuove persone di realizzare i tuoi obiettivi ma soprattutto allarga i tuoi orizzonti perché quello che non puoi fare in un luogo non è detto che non possa essere fatto in assoluto.
Da qui abbiamo improntato la nostra campagna, con un headline che rimarcasse il concetto precedentemente spiegato: “la tua testa è piena di sogni da realizzare? Impara un’altra lingua, apri nuovi orizzonti”.
I risultati stanno arrivando, nuovi studenti di tutte le età e professioni si sono iscritti ai corsi di lingua dell’International House Accademia Britannica, raggiungendo gli obiettivi prefissati perché anche in questi periodi conta la professionalità e l’affidabilità.
Oggi come oggi la conoscenza della seconda lingua non è più un optional anzi è un requisito minimo per realizzarsi nella vita, se la scuola a cui vi affidate è garanzia di successo…che aspettate!!!!! Correte a iscrivervi!!!!!!
Good luck to everyone!!!!!!
All'indomani di uno dei momenti più discussi della storia del PDL non si parla solo di politica di Political Governance ma anche di comunicazione. Il Presidente Berlusconi nel suo discorso che qui riportiamo in parte ha fatto un breva ma incisivo passaggio sull'importanza dell'uso dei new media.
Ma i new media sono un miracolo? O sono la trovata per avere un contatto diretto e coinvolgente con il "popolo" per influenzarlo e poi via come sempre?
No i new media necessitano di requisiti basilari, questo vale tanto per le aziende tanto per i partiti...la domanda sorge spontanea come dice marzullo: IL PRODOTTO O IL BRAND CHE STAI PROMUOVENDO É VALIDO? Solo se sì, vale la pene addentrarsi sui social!!!!
Oggi il PDL sta cercando di riposizionarsi a livello nazionale cercando un nuovo leader, un politico giovane in grado di essere ascoltato dalle varie anime presenti nel partito, che possa rilanciare l'immagine del centro destra e sempre più in linea con dei valori cattolici che sembrano non essere più degnamente rispettati dalla leadership politica.
In queste ore si sta votando una delle manovre più controverse nella storia del PDL una finanziaria che sancicse il mantenimento di alcuni privilegi ma che mantiene anche una democrazia diffusa all'interno del nostro ordinamento.
Su queste tematiche e con l'obiettivo di rilanciare la politica a livello locale l'On. Beatrice Lorenzin promuove un'iniziativa lodevole che integra al suo interno tre compagini sociali: la politica(con amministratori locali ed esperti nazionali), la società civile(con simpatizzanti del PDL) e tecnici e consulenti in grado di affrontare le tematiche individuate da GOVERNIADI.
Governiadi è stato un momento formativo, ma soprattutto di confronto che potesse riportare la politica al centro delle questioni focali del nostro paese.
Ideare un progetto di sostenibilità, sia ecologica che economica, per una città italiana tale da posizionarla al pari delle migliori capitali europee e mondiali.
Studiare un progetto di revisione costituzionale in grado di poter snellire i processi decisionali e realizzare una stabilitàdi governo che possa garantire il nostro Paese nei momenti di crisi.
Gestire una crisi di una media azienda italiana percercare di salvare il maggior numero di posti di lavoro e gravare il meno possibile sulle casse dello Stato.
Le tematiche molto attuali e l'affiatamento dei partecipanti ha fatto si che l'esperienza GOVERNIADI sia stata un'esperienza molto positiva per coloro che hanno avuto la possibilità di viverla.
Sull'aspetto della comunicazione devo fare i miei complimenti al'On. Lorenzin perché è stata posta una particolare attenzione alla comunicazione, segno che ormai è diventato indispensabile avvalersi di consulenti per una buona e corretta esposizione mediatica; new and old media.
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